Grande escursione con il Mastro, senza il capo And, siamo partiti da Strada di Lione (località conosciuta come "Pisciarelli") e abbiamo percorso il sentiero che porta a Colle Zannuto, passando però la Valle di Licino. Era una splendida giornata di sole, con un paesaggio verde mozzafiato che ci ha accompagnati lungo tutto il percorso. All'imbocco della Valle di Licino abbiamo avuto la prima sorpresa... per un tratto, dalla roccia e da un fontanile affiora dell'acqua che scorre in un rigagnolo per circa 500 metri. Nulla di strano, se non fosse che siamo nel versante sud dei Monti Martani. Tra il calcare probabilmente c'è un piccolo tratto argilloso che lascia scorrere l'acqua. Ovviamente è una portata stagionale e influenzata dalle abbondatissime precipitazioni tra gennaio e febbraio, che hanno riempito le falde. In ogni caso, il piacere dura poco perche c'è un intera salita da affrontare e pure parecchio ripida, ma con il Mattew è più leggera perche i discorsi sono interessanti. Dal sentiero del che seguiva il fosso abbiamo preso infatti un ex sentiero del CAI (3) ormai desueto che risale proprio a Colle Zannuto, ma prima incrocia il sentiero CAI 673. All'altezza dell'abbandonata Fonte Regine abbiamo preso a sinistra in piana e in 10 minuti siamo arrivati al punto panoramico di Colle Zannuto Il panorama da quello spiazzo è davvero interessante, un vero e proprio balcone sulla conca Ternana e sull'Appennino col Terminillo ancora bianco.
Da lì abbiamo di nuovo abbandonato il sentiero del CAI per risalire verso le Prata seguendo la cresta. Il sentiero non è segnato, ma è spesso evidente e comunque per non perdersi basta seguire la cresta. L'ascesa è sempre panoramica (e d'estate parecchio assolata) e si sale fino a 930 mt a una troscia (segnata anche sulle vecchie cartine IGM). Finita la salita, ora in piana / leggera discesa si prende un sentiero che costeggia le pendici orientali del Monte Torre Maggiore, cima più alta dei Monti Martani. A le Prata abbiamo fatto una pausa e ci siamo goduti la vista sulla Valserra con i colori migliori che ci potesse offrire. Volevamo fare un bell'anello scendendo dalla Val di Noce ma era tardi e siamo riscesi sempre dalla stessa Valle di Licino.
Qui la valle ci ha mostrato il suo lato "sud martano" con un tipico sentiero roccioso e una fosso sassoso totalmente scavato nella roccia senza nemmeno un briciolo di acqua, stile fosso Calcinare o Valdinoce. Riprendendo il sentiero iniziale abbiamo ripreso il sentiero iniziale che ci ha riportato al punto di partenza.