Il Fosso di Buco Sarrone è un piccolo canyon situato a pochi chilometri da Terni, immerso in una zona di bosco e roccia. Il nome "Buco Sarrone" è proveniente dagli abitanti della zona e probabilmente deriva da una grande cavità naturale che si apre nella roccia, creando un ambiente suggestivo e misterioso. Nasce in prossimità di un importante bivio (quello che consente di salire a Torre Maggiore, oppure andare a loc. Sarchiano) sulla strada tra Pracchia e Macerino, che è anche un valico tra due diversi bacini idrografici: da una parte si scende verso il Serra, mentre dall'altra pochi metri più giù origina il Marroggia che scende verso la Valle Umbra.
L'acqua a pochi metri dal valico esce letteralmente dal terreno argilloso e fin da subito si forma un piccolo canyon tipico del farwest valserrano, con un dislivello inizialmente moderato tra calanchi e zone più alberate. Il corso poi si fa più stretto e più profondo, con pareti di roccia che si innalzano ai lati, creando un ambiente più impervio, quasi torrentistico. Il "giuncanyon" prosegue alimentato da alcuni affluentini e talvolta è interroto da piccole briglie artificiali, che formano interessanti pozze d'acqua.
Il percorso di questo fosso è di appena 1,16 km. Il dislivello è di circa 130 metri, con una pendenza media del 11%. Il bacino idrografico è di circa 2 km². Il fosso confluisce nel Fosso Cupo (o Paterno?), che a sua volta formerà con il Fosso di Paterno (o Cupo?) il Fosso Mastaro.
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Lunghezza | 1,16 km |
| Quota sorgente | 630 m |
| Quota foce | 500 m |
| Portata | stagionale |
| Affluente di | Fosso Cupo |
| Visitato il | 19/07/20, 22/02/26 |
La prima volta che ho visitato questo luogo è stato il 19 luglio 2020, in una giornata molto calda. Il fosso era quasi completamente asciutto, con solo alcune pozze d'acqua rimaste nelle zone più profonde. La seconda visita è stata il 22 febbraio 2026, dopo un periodo di piogge abbondanti. In questa occasione il fosso era in piena attività, con acqua che scorreva vivace lungo tutto il percorso, creando cascate e rapide spettacolari. Tra l'altro il tempo era veramente ottimo, con il cielo più limpido degli ultimi mesi, e di sole se ne era visto davvero poco in questo inizio di anno. Quel weekend lì alla fine di febbraio ha tutte le potenzialità per essere uno dei migliori di tutto l'anno, ma non solo per questa esplorazione. E si conferma dopo ben 6 anni (23 febbraio 2020: giorno storico per me, prima esplorazione del Serra) il weekend delle acque. Il giorno prima partita persa con l'olimpia Tyrus ben 8-0! La sera prima il compleanno del Mastro; il pomeriggio che doveva essere di studio ma quel sole e quell'atmosfera di fine inverno mi costringeva a uscire al BTC con i miei amici.
Questo canyon non ha nome sulle vecchie cartine IGM, ma è conosciuto localmente come "Buco Sarrone". E' un tipico esempio di luogo che non esiste, se non nelle memorie degli abitanti della zona. Personalmente, sono stati due anziani della zona a darmi questa indicazione. Tra l'altro proprio per questo motivo c'è una grande confusione sugli altri piccoli fossi che si trovano in zona e che spesso sono scambiati tra di loro. Possiamo riassumere che tutti questi (Fosso Cupo, Fosso di Paterno, Fosso di Buco Sarrone) confluiscano tutti in un unico corso d'acqua , il Fosso Mastaro, all'altezza di Titurano, per poi finire nel Serra.