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IL QUARTIERE

Borgo Rivo: il quartiere

Borgo Rivo è un vivace quartiere situato nella zona nord di Terni. Con una popolazione di circa 10.000 abitanti, fa parte della seconda area più popolosa della città, insieme a Campitello e Gabelletta. Il quartiere ospita la storica chiesa di Santa Maria del Rivo, edificata nel XVII secolo e oggi punto di riferimento per i fedeli della zona, con i parroci Marco ed Enrico. Un tempo area rurale, Borgo Rivo ha visto un significativo sviluppo urbano nel corso del XX secolo, mantenendo però nella sua identitàelementi del suo passato, come il vecchio lavatoio o la stessa chiesa, un tempo punti di ritrovo per la comunità. Oggi, il quartiere continua a evolversi, con progetti ormai quasi completati come la nuova pista ciclabile che porta a via Bramante, e che mira a migliorare la mobilità sostenibile e la qualità della vita dei residenti. Essendo staccato dalla cttà vera e propria, Borgo Rivo ha mantenuto un carattere distintivo, con una forte identità locale e un senso di comunità che lo rende quasi unico all'interno del contesto urbano di Terni. Borgo Rivo è una città nella città, un quartiere a tutti gli effetti autonomo e autosufficiente pieno di attività commerciali, scuole, parchi e servizi di ogni tipo.

IL CLIMA

Il Clima

Borgo Rivo ha un clima in linea generale molto simile rispetto a Terni, situata nel cuore dell’Umbria a un’altitudine di circa 130 metri, di tipo mediterraneo (classificazione Köppen), caratterizzato da estati calde e soleggiate e inverni miti e relativamente piovosi.

Estate: Durante i mesi estivi, in particolare luglio e agosto, le temperature massime medie si aggirano intorno ai 34-35 °C, con picchi che possono superare i 40 °C quasi ogni anno. L’estate è generalmente secca, ma non mancano occasionali temporali pomeridiani. Questi sono più diffusi a Borgo Rivo ma in linea generale in tutto il quartiere nord della città per la vicinanza alla catena dei Martani.

🌧️ Inverno: Gli inverni a Terni sono miti, con temperature medie che raramente scendono sotto i 5 °C. Non è tuttavia raro andare sotto lo zero in condizioni anticicloniche. Le precipitazioni sono più frequenti in questa stagione, contribuendo a un clima complessivamente temperato. La neve con accumulo è molto rara, mentre vedere fiocchi trasportati dal vento di tramontana accade quasi in ogni stagione invernale.

La posizione geografica di Terni, in una conca circondata da colline, rende il clima leggermente più caldo rispetto ad altre aree umbre, mentre in estate capita molto spesso che Terni sia sul podio delle città più calde d’Italia, superando mostri sacri come Roma o Firenze.

IL TERRITORIO

Il Territorio

La Conca ternana è un’area geografica, situata nell’Umbria meridionale, con andamento pianeggiante, completamente circondata da colline e montagne: l’area, caratterizzata da una densità demografica piuttosto elevata, coincide con il circondario della città di Terni.

Da un punto di vista amministrativo è suddivisa tra i comuni di Terni, Narni, San Gemini, Acquasparta, Amelia e Stroncone, tutti in provincia di Terni, per una popolazione di 155.000 abitanti distribuiti su una superficie di 650 km²: la valle è bagnata dal fiume Nera e dai torrenti Serra e Tescino e il centro più importante è Terni, dal quale prende il nome.

Il paesaggio appare quanto mai variegato: sui versanti montagnosi abbondano i lecci, ginepri, pini e ginestre, tipi della macchia sub-mediterranea, mentre a quote più basse è frequente incontrare lunghe distese di oliveti; in particolare, il Pinus Halepensis (Pino d’Aleppo) è una specie caratteristica di zone come la Valserra, Sant’Erasmo e la bassa valle del Nera. In pianura e collina sono presenti coltivazioni principalmente di frumento intervallate a boschi di roverella.

FIUMI E TORRENTI

La potenza del Fiume Nera e dei suoi affluenti

Il sistema idrografico della Conca ternana è un mosaico affascinante in cui la natura incontaminata si intreccia con la storia industriale e l'ingegneria umana. Al centro di questo sistema spicca il fiume Nera, il principale fiume che attraversa l'Umbria meridionale e che, con l'aiuto del fiume Velino, dà vita, poco a monte della città, alla spettacolare Cascata delle Marmore: un'imponente opera d'ingegneria idraulica d'epoca romana (anno 271 a.C.) nata per unire le acque del Velino in quelle del Nera ed evitare i ristagni della piana reatina. Nel corso dei secoli, la cascata è stata rimaneggiata più volte, fino a raggiungere l'aspetto attuale, con un salto di 165 metri che la rende una delle cascate più alte d'Europa e una delle principali attrazioni turistiche della regione.

Questo immenso patrimonio d'acqua è stato storicamente valorizzato da una fitta rete di canali artificiali e imponenti centrali idroelettriche (come la storica centrale di Galleto), fin dalla fine dell'Ottocento, per sostenere la vocazione industriale e siderurgica della città di Terni: La "Manchester Italiana". Lasciando il fondovalle e risalendo verso i Monti Martani, si incontra il torrente Serra, un corso d'acqua dall'andamento selvaggio che solca la suggestiva Valserra. Qui il torrente e i suoi numerosissimi affluenti hanno scavato spettacolari canyon nell'argilla, circondati da una fitta vegetazione sub-mediterranea dominata da lecci e pini d'Aleppo, creando ambienti di straordinario valore naturalistico. Da questo lato della valle l'acqua è quasi sempre libera di scorrere in superficie. A completare il quadro dei principali assi vallivi vi è il torrente Tescino, un affluente sinistro del Serra lungo circa 16 km, che scorre in una valle storica percorsa dall'antico e moderno tracciato della via Flaminia; tuttavia, a differenza del Serra, il Tescino è quasi sempre in secca, con un regime idrico fortemente influenzato dalle forti precipitazioni occasionali e dal carsismo (l'acqua scorre sottoterra). Il bacino del Nera nella conca riceve inoltre gli apporti di numerosi affluenti minori che scendono dai colli circostanti a sud, tra cui il fosso di Stroncone, che raccoglie le acque del Nera dal Canale Cervino, contribuendo a mantenere vivo l'equilibrio idrico della pianura. In piena conca invece i fossi assumono un ruolo più importante per l'agricoltura, essendo spesso canalizzati e utilizzati per l'irrigazione dei campi. Tra questi, il Fosso Capparone, il Torrente Aia e il Fosso di Lagarello sono i principali, con un regime idrico che comunque varia a seconda delle stagioni e delle precipitazioni. A nord della città, nel cuore dell'area urbana che da esso prende il nome, scorre il Torrente Rivo. Lungo circa 7,2 chilometri, il Rivo nasce sui Monti Martani nei pressi di Monte La Croce, a quasi 900 metri di quota. Il suo regime è fortemente torrentizio: completamente asciutto o ridotto a un esile filo d'acqua durante i mesi estivi, riprende vigore con l'arrivo dell'autunno e delle piogge invernali. Giunto nell'area urbana di Borgo Rivo, il suo letto si trasforma, scorrendo per lunghi tratti all'interno di argini cementati. Tra i suoi tributari principali si segnala il Fosso delle Calcinare (noto per essere quasi perennemente asciutto) e il Sanclemente, piccoli solchi vallivi che testimoniano il passato rurale e la complessa idrografia minore della zona nord ternana prima di confluire, direttamente o indirettamente, nel sistema del Nera.

Mappa rete meteo nazionale (fonte: Lineameteo)